facilitazione_coachwolf

Tra facilitazione e formazione

Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.
Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
Gerardo De Luzenberger

Altra tappa. Un corso orientato ad approfondire le competenze base del facilitatore. Definire bene i contorni della facilitazione e quindi del processo di facilitazione.
Mi sono portato a casa strumenti, approfondimento del metodo e nuove competenze.

Se vuoi saperne di più ti invito a cliccare su certificazione-facilitatori.

#coachwolf

Il coaching - Life e Professionale

Il Coaching: che cos’è e quali benefici produce

Il coaching è richiesto per gestire sia situazioni professionali che personali.

Il 13 dicembre 2016 è uscito un interessante articolo della Dott.ssa Simona Di Paolo sul sito www.stateofmind.it che parla di coaching (l’articolo completo lo puoi leggere cliccando sul link in fondo al mio post).
Lo ritengo diverso dai soliti articoli propagandistici: lo ritengo aderente a ciò che il coaching rappresenta per me.
La frase del direttore Giovanni Maria Ruggiero dove dice “Non è però inutile ricordare che il coaching, sicuramente una pratica utile ed efficace in molti campi professionali -come spiega benissimo l’articolo-, non può e non deve essere utilizzato come succedaneo improvvisato di trattamenti psicoterapeutici per la sofferenza mentale. Vale naturalmente anche il contrario: lo psicoterapeuta non può improvvisarsi coach.” la ritengo un’ottima sintesi che mette anche ordine nelle varie aree di competenza.
Quindi un suggerimento che può aiutare chi volesse intraprendere la professione di coach: creare uno staff dove coach e psicoterapeuta valutino assieme, e in modo trasparente, le situazioni indicate dal direttore.
Personalmente agisco in questo modo :)

Ecco alcuni passaggi
“Il coaching diventa una strada che permette di conciliare il rispetto delle più profonde caratteristiche della persona con l’esigenza dell’organizzazione di ottenere prestazioni sempre più elevate. Non è una “tecnica”, una modalità superficiale e manipolatoria per spremere le persone e ottenere da esse una performance ottimale, ma una filosofia a cui ispirare la relazione, un modo di trattare le persone che consenta a queste di trovare nella performance il risultato di una scelta, l’espressione e la realizzazione di se stesse. Quindi il coaching è uno stimolo e uno strumento di cambiamento sia a livello culturale, sia individuale che organizzativo.
Il Coaching è uno strumento altamente efficace che aiuta le persone a far quadrare il bilancio della propria vita privata o professionale, a migliorare i rapporti con gli altri, scoprendo le strategie più adeguate per raggiungere i propri obiettivi. Quindi il coaching è visto come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.

Quando richiedere un intervento di coaching
Il cliente nel coaching è una persona o un team che vuole raggiungere uno o più dei seguenti punti: un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione. Il cliente individuale nel coaching può intraprendere delle azioni per muovere verso un obiettivo con l’aiuto del coach; non sta cercando una guarigione emotiva o sollievi da un dolore psicologico; non è, quindi, eccessivamente limitato sotto il profilo delle sue capacità di iniziativa e di azione, né è così insicuro per impegnarsi in questo genere di progresso. La parola “cliente” è usata per definire la persona che usufruisce del coaching, indipendentemente da chi paga il servizio.”

“Nel coaching le informazioni ottenute dal cliente sono usate dal coach per stimolare la consapevolezza del cliente e aiutarlo a scegliere il tipo di azione. Questi informazioni non sono usate per valutare la performance o fornire relazioni per qualcuno, fuorché per il cliente stesso. Il coaching ha la libertà e la flessibilità per affrontare una vasta varietà di argomenti personali e professionali. In una relazione di coaching, solo il cliente ed il coach determinano il fine del loro lavoro. Il coaching non è necessariamente limitato ad una discussione strettamente delineata. Nel coaching, ogni contributo dato dal coach per produrre il risultato desiderato dal cliente, viene dato attraverso una progressiva interazione con il cliente. Il ruolo del coach non è di produrre un prodotto o un risultato acquisito al di fuori delle sessioni di coaching. Il coaching è studiato per permettere ai cliente di acquisire una maggiore capacità di produrre risultati e una grande fiducia nelle capacità che gli occorrono. Va da sé che i clienti non abbandonano il coaching con la percezione della necessità di appoggiarsi al coach per produrre simili risultati nel futuro.

Qui di seguito
Leggi l’articolo completo

Buona lettura e un abbraccio sportivo.
#coachwolf
Diego Dalla Sega

Salva

CoachWolf_ComeLavoro

Formazione e sviluppo per le aziende

Fin dal 2002 ho provato a capire quali fossero le organizzazioni che stavano, e stanno, ottenendo i migliori risultati in termini di impatto sul proprio staff, e sul business, e cosa stessero facendo di diverso per ottenere quei risultati.

Ho cercato di dare una risposta a questa domanda:
quali sono gli obiettivi per la formazione e lo sviluppo?

Mentre completavo la mia ricerca mi sono imbattuto nel report di Docebo, con la quale collaboro, e attraverso il quale mi sono aiutato a mettere in ordine alcune idee che riporto qui.

Ecco alcune risposte che ricorrono spesso:
– Aumentare la produttività sul posto di lavoro
– Reagire più rapidamente ai cambiamenti del settore
– Migliorare il coinvolgimento dello staff
– Ridurre il tempo necessario per raggiungere la competenza
– Migliorare l’applicazione della formazione formale sul posto di lavoro

Coloro che si occupano di formazione e sviluppo vogliono fornire più che semplici corsi e guardano sempre più alla tecnologia per aiutarsi, ma non tutti raggiungono i propri obiettivi.
Negli ultimi 10 anni infatti quasi il 50% dei lavoratori ritiene che la formazione formale sia essenziale, o molto utile, se confrontata alla formazione sociale, mentre il 90% degli intervistati ritiene la collaborazione coi membri dei rispettivi
team essenziale o comunque molto utile.
I lavoratori ritengono che gli strumenti di lavoro che li assistono nell’attività quotidiana siano più utili rispetto ai corsi gestiti autonomamente.
I lavoratori di qualsi livello, quindi, apprezzano l’opportunità di imparare gli uni dagli altri e di crescere in autonomia.
Si iniziano a valutare azioni di coaching per lo sviluppo personale volte anche a capire quali competenze, hard o soft, sviluppare in un successivo percorso di formazione personalizzato.
Chi si occupa di formazione e sviluppo deve investire in altro, e non nei soli corsi, al fine di supportare i lavoratori moderni e intrecciare la formazione nella loro esperienza lavorativa quotidiana.

Ecco quindi che ho scoperto che chi integra con la formazione esperienziale sociale ha probabilità:
– 3 volte più alte di ottenere benefici legati al miglioramento dell’efficienza e dei processi di business
– 5 volte più alte di ottenere benefici legati alla produttività e alla reattività
– 8 volte più alte di ottenere benefici legati alla mentalità, per esempio nel coinvolgimento nella formazione e nella formazione autogestita
– 3 volte più portati ad accettare che il proprio staff consideri il corso come l’unica opzione per la crescita di abilità e performance
– 4 volte più portati ad accettare che il loro approccio alla formazione venga dettato da modelli che supportano la formazione diretta nel flusso di lavoro

Non finirò mai di imparare, lo so. Sapere di esserci in questo mondo della formazione mi fa sentire “moderno” e aderente a una realtà che proprio attraverso il proprio cambiamento trova la forza di migliorare.

Un abbraccio sportivo
#coachwolf

(fonte: coachwolf e DOCEBO infocus)