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LYN – Love Your Nature – Qualità

Il fiume che non c’è – Andare sotto la superficie

Ecco l’intervista che lo staff di LYN Love Your Nature mi ha fatto in quanto membro del Team che propone l’evento “Lyn LoveYourNature Il fiume che non c’è Andare sotto la superficie” che si svolgerà in Slovenia dal 12 al 14 ottobre prossimi.

Sono già state pubblicate le interviste di Chiara Tarantino e di Rita Pecchielan: l’invito è quelle di leggerle e di meditare su tutti e tre i punti di vista.

Sicuramente risulteranno tre interventi diversi tra loro che metteranno in luce tre personalità differenti che, nell’evento, si completeranno.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche dell’evento LYN Il fiume che non c’è – Andare sotto la superficie?

Pensando a questo evento mi vengono in mente: scoperta, coraggio e forza.

L’articolo completo lo potrai trovare sul mio profilo LINKEDIN

BUONA LETTURA!

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Non ci sono obiettivi di Serie B

Lo sport consiste nel delegare al corpo alcune delle più elevate virtù dell’animo.
(Jean Giraudoux)

Non ci sono obiettivi di Serie B e nemmeno persone di Serie B
Siamo tutti di Serie A e per questo motivo qualsiasi sia il nostro obiettivo non può che essere di Serie A.
Tutto ciò che per noi è rilevante da raggiungere, e che quando ci pensiamo ci fa sentire un mormorio dello stomaco, è di Serie A.
Ecco che nella serata organizzata dalla LiaPiave ho voluto ragionare con i presenti sul fatto che nessuno può giudicare ciò che per noi è importante.
Ci sono atleti che giocano il campionato della socializzazione, altri quello dell’unicità, altri ancora quello di calcio: tutti lo fanno per vincere.
Tutti disputano il proprio campionato per vincere qualcosa di sè, qualcosa al quale ognuno da ed ha valore.

 

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Tra facilitazione e formazione

Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.
Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
Gerardo De Luzenberger

Altra tappa. Un corso orientato ad approfondire le competenze base del facilitatore. Definire bene i contorni della facilitazione e quindi del processo di facilitazione.
Mi sono portato a casa strumenti, approfondimento del metodo e nuove competenze.

Se vuoi saperne di più ti invito a cliccare su certificazione-facilitatori.

#coachwolf

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Da coach a coach

Quello che segue è un messaggio che mi ha reso particolarmente felice: parole umili e di grande riflessione!
Al termine di un percorso di coaching, che ho fatto ad un business manager di un’importantissima multinazionale con sede in Veneto, gli ho chiesto un feedback sul suo modo di vivere questa esperienza.
L’ho chiesto perché Marcello, il coachee, era ed è tutt’ora un coach. La cosa è piaciuta ad entrambi e queste sono le sue parole.

Ciao Diego
Come stai?
Scusa per il colpevole ritardo ma, in tutta sincerità, mi ero completamente dimenticato della tua richiesta.
Adesso sto facendo qualche giorno di ferie e, nell’ozio della spiaggia, ne ho approfittato per fare qualche riflessione sugli ultimi mesi.
E ti confesso con piacere che il nostro incontro e le sessioni di coaching trascorse insieme, sono tra gli avvenimenti più belli ed importanti del 2017.
Ricordo benissimo che il mio approccio alla prima sessione sia stato di diffidenza e, mi duole ammetterlo, di presuntuosa saccenza: “sono un coach anche io, a cosa potrà mai servirmi incontrare un altro coach?”
Beh, sono proprio contento di ammettere di essermi sbagliato…
Lavorare con te mi ha permesso di mettere in pratica quelle tecniche che conoscevo in teoria, ma che non avevo mai messo in pratica e, mi ha dato prova che funzionano!
Forse può sembrare buffo, ma alla fine del nostro percorso mi sono reso conto che il coaching funziona davvero.
Infine, per la prima volta, sono stato “costretto” ad un’analisi introspettiva che mi ha portato a conoscermi meglio ed a rivedere alcuni lati del mio carattere e della mia personalità (vedi l’aspetto spirituale).
In conclusione, grazie a te ho scoperto quanto può VERAMENTE essere utile il coaching e, con un bel bagno di umiltà, quanto ho ancora da imparare su questo argomento.
Un abbraccio e, spero, a presto!!
Marcello

Io a Marcello dico solo una cosa: GRAZIE PER LE TUE PAROLE!
E’ grazie a queste testimonianze che credo sempre più al coaching proprio come strumento per agire il cambiamento.

#coachwolf

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Adolescenti e Sport

Adolescenti e Sport.

L’Associazione Genitori Sedico (Belluno) ha organizzato una serata per esplorare il mondo dello sport vissuto nell’adolescenza.
L’incontro, venerdì 24 marzo alle 20,30 c/o la Scuola Edile di Sedico, è aperto a tutti gli interessati: studenti, atleti, genitori, educatori, allenatori, dirigenti.
Diego Dalla Sega – formatore, trainer e coach certificato- accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle tematiche caratterizzanti il binomio adolescenti/sport attraverso l’uso delle domande efficaci.

Ecco un feedback significativo dopo l’incontro:

“Le opportunità che possono aiutarci a crescere come genitori, vanno prese al volo, ho avuto l’opportunità di tornare a casa con un sacco di domande in tasca, le domande giuste da porre alle persone a cui teniamo di più: i nostri figli.
Le domande creano confronto, che deve aiutare a risolvere un conflitto, a dialogare, a costruire. Farlo insieme agli educatori che condividono esperienze con i nostri ragazzi, diventa il modo più utile per raggiungere il loro cuore . Il confronto gratificante di ieri è stato arricchito dall’esperienza diretta dei giovani ospiti, dei genitori e degli allenatori che si sono messi in gioco.
Un grazie immenso a Diego, in primis, per il cuore;a Martina, Mattia e Sara per la genuinità delle loro testimonianze; a tutti i presenti che hanno accolto questa opportunità; all’associazione genitori che continua a crederci.
Grazie!” – Eloisa Costa

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ICF – Certificazione ACC

Il percorso si conclude (o inizia come spesso succede) con questa certificazione.

E’ il raggiungimento di un obiettivo maturato esattamente un anno fa e che si è sviluppato in questi mesi: tanti sacrifici … e tanti i dubbi durante il percorso.

Ora respiro e  inizio a guardare al prossimo traguardo: uno scalino alla volta animato da un rinnovato ottimismo misto ad entusiasmo :D

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Il coaching - Life e Professionale

Il Coaching: che cos’è e quali benefici produce

Il coaching è richiesto per gestire sia situazioni professionali che personali.

Il 13 dicembre 2016 è uscito un interessante articolo della Dott.ssa Simona Di Paolo sul sito www.stateofmind.it che parla di coaching (l’articolo completo lo puoi leggere cliccando sul link in fondo al mio post).
Lo ritengo diverso dai soliti articoli propagandistici: lo ritengo aderente a ciò che il coaching rappresenta per me.
La frase del direttore Giovanni Maria Ruggiero dove dice “Non è però inutile ricordare che il coaching, sicuramente una pratica utile ed efficace in molti campi professionali -come spiega benissimo l’articolo-, non può e non deve essere utilizzato come succedaneo improvvisato di trattamenti psicoterapeutici per la sofferenza mentale. Vale naturalmente anche il contrario: lo psicoterapeuta non può improvvisarsi coach.” la ritengo un’ottima sintesi che mette anche ordine nelle varie aree di competenza.
Quindi un suggerimento che può aiutare chi volesse intraprendere la professione di coach: creare uno staff dove coach e psicoterapeuta valutino assieme, e in modo trasparente, le situazioni indicate dal direttore.
Personalmente agisco in questo modo :)

Ecco alcuni passaggi
“Il coaching diventa una strada che permette di conciliare il rispetto delle più profonde caratteristiche della persona con l’esigenza dell’organizzazione di ottenere prestazioni sempre più elevate. Non è una “tecnica”, una modalità superficiale e manipolatoria per spremere le persone e ottenere da esse una performance ottimale, ma una filosofia a cui ispirare la relazione, un modo di trattare le persone che consenta a queste di trovare nella performance il risultato di una scelta, l’espressione e la realizzazione di se stesse. Quindi il coaching è uno stimolo e uno strumento di cambiamento sia a livello culturale, sia individuale che organizzativo.
Il Coaching è uno strumento altamente efficace che aiuta le persone a far quadrare il bilancio della propria vita privata o professionale, a migliorare i rapporti con gli altri, scoprendo le strategie più adeguate per raggiungere i propri obiettivi. Quindi il coaching è visto come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.

Quando richiedere un intervento di coaching
Il cliente nel coaching è una persona o un team che vuole raggiungere uno o più dei seguenti punti: un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione. Il cliente individuale nel coaching può intraprendere delle azioni per muovere verso un obiettivo con l’aiuto del coach; non sta cercando una guarigione emotiva o sollievi da un dolore psicologico; non è, quindi, eccessivamente limitato sotto il profilo delle sue capacità di iniziativa e di azione, né è così insicuro per impegnarsi in questo genere di progresso. La parola “cliente” è usata per definire la persona che usufruisce del coaching, indipendentemente da chi paga il servizio.”

“Nel coaching le informazioni ottenute dal cliente sono usate dal coach per stimolare la consapevolezza del cliente e aiutarlo a scegliere il tipo di azione. Questi informazioni non sono usate per valutare la performance o fornire relazioni per qualcuno, fuorché per il cliente stesso. Il coaching ha la libertà e la flessibilità per affrontare una vasta varietà di argomenti personali e professionali. In una relazione di coaching, solo il cliente ed il coach determinano il fine del loro lavoro. Il coaching non è necessariamente limitato ad una discussione strettamente delineata. Nel coaching, ogni contributo dato dal coach per produrre il risultato desiderato dal cliente, viene dato attraverso una progressiva interazione con il cliente. Il ruolo del coach non è di produrre un prodotto o un risultato acquisito al di fuori delle sessioni di coaching. Il coaching è studiato per permettere ai cliente di acquisire una maggiore capacità di produrre risultati e una grande fiducia nelle capacità che gli occorrono. Va da sé che i clienti non abbandonano il coaching con la percezione della necessità di appoggiarsi al coach per produrre simili risultati nel futuro.

Qui di seguito
Leggi l’articolo completo

Buona lettura e un abbraccio sportivo.
#coachwolf
Diego Dalla Sega

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Formazione e sviluppo per le aziende

Fin dal 2002 ho provato a capire quali fossero le organizzazioni che stavano, e stanno, ottenendo i migliori risultati in termini di impatto sul proprio staff, e sul business, e cosa stessero facendo di diverso per ottenere quei risultati.

Ho cercato di dare una risposta a questa domanda:
quali sono gli obiettivi per la formazione e lo sviluppo?

Mentre completavo la mia ricerca mi sono imbattuto nel report di Docebo, con la quale collaboro, e attraverso il quale mi sono aiutato a mettere in ordine alcune idee che riporto qui.

Ecco alcune risposte che ricorrono spesso:
– Aumentare la produttività sul posto di lavoro
– Reagire più rapidamente ai cambiamenti del settore
– Migliorare il coinvolgimento dello staff
– Ridurre il tempo necessario per raggiungere la competenza
– Migliorare l’applicazione della formazione formale sul posto di lavoro

Coloro che si occupano di formazione e sviluppo vogliono fornire più che semplici corsi e guardano sempre più alla tecnologia per aiutarsi, ma non tutti raggiungono i propri obiettivi.
Negli ultimi 10 anni infatti quasi il 50% dei lavoratori ritiene che la formazione formale sia essenziale, o molto utile, se confrontata alla formazione sociale, mentre il 90% degli intervistati ritiene la collaborazione coi membri dei rispettivi
team essenziale o comunque molto utile.
I lavoratori ritengono che gli strumenti di lavoro che li assistono nell’attività quotidiana siano più utili rispetto ai corsi gestiti autonomamente.
I lavoratori di qualsi livello, quindi, apprezzano l’opportunità di imparare gli uni dagli altri e di crescere in autonomia.
Si iniziano a valutare azioni di coaching per lo sviluppo personale volte anche a capire quali competenze, hard o soft, sviluppare in un successivo percorso di formazione personalizzato.
Chi si occupa di formazione e sviluppo deve investire in altro, e non nei soli corsi, al fine di supportare i lavoratori moderni e intrecciare la formazione nella loro esperienza lavorativa quotidiana.

Ecco quindi che ho scoperto che chi integra con la formazione esperienziale sociale ha probabilità:
– 3 volte più alte di ottenere benefici legati al miglioramento dell’efficienza e dei processi di business
– 5 volte più alte di ottenere benefici legati alla produttività e alla reattività
– 8 volte più alte di ottenere benefici legati alla mentalità, per esempio nel coinvolgimento nella formazione e nella formazione autogestita
– 3 volte più portati ad accettare che il proprio staff consideri il corso come l’unica opzione per la crescita di abilità e performance
– 4 volte più portati ad accettare che il loro approccio alla formazione venga dettato da modelli che supportano la formazione diretta nel flusso di lavoro

Non finirò mai di imparare, lo so. Sapere di esserci in questo mondo della formazione mi fa sentire “moderno” e aderente a una realtà che proprio attraverso il proprio cambiamento trova la forza di migliorare.

Un abbraccio sportivo
#coachwolf

(fonte: coachwolf e DOCEBO infocus)

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Team building a Venezia – Maggio 2016

Far conoscere in maniera non invasiva più in profondità le persone, creare relazione, incrementare la collaborazione, aumentare il livello di fiducia nei compagni, motivare il gruppo di lavoro e creare coesione ed integrazione.

Il team building fatto con metodologie esperienziali può trovare due principali ambiti di applicazione, perseguibili separatamente o, come spesso accade, congiuntamente: la formazione e/o l’incentivazione.

Nel week-end appena trascorso, con un gruppo di 15 artigiani veneziani, ho potuto lavorare sul team building: si creano così relazioni, scambio, fiducia e tutto ciò che è funzionale allo stare insieme in maniera produttiva ed efficace.

 

“Il più grande vantaggio competitivo di un’organizzazione è la sua capacità di imparare e di tradurre rapidamente in azioni ciò che ha appreso”
Jack Welch (ex CEO General Electric)
Strumenti Coaching Efficacia

Strumenti di coaching e facilitazione

Ogni giorno provo a inventare strumenti che mi agevolino nell’attività di coach.

Ecco che spesso per analizzare avvenimenti, e facilitarne la comprensione al coachee, uso una TIMELINE personalizzata con quegli elementi che proprio il coachee fa emergere durante la sessione.

Fornisce ottimi spunti anche per impostare il lavoro successivo e trovare azioni efficaci da compiere.